venerdì 26 novembre 2010

SOLIDARIETA' PER L'ABRUZZO: ALESSANDRA MUSSOLINI CON AMATO BERARDI A PHILADELPHIA IL 10 DICEMBRE

 
L'on. Alessandra Mussolini con la zia, l'attrice Sophia Loren

Entusiasta di esserci!” Così Alessandra Mussolini, attivissima deputata PdL, ha risposto all’appello dell’on. Amato Berardi, eletto nel Nord e Centro America.
Il parlamentare molisano, incassato l’ok della presidente della Commissione Infanzia all’evento di solidarietà fissato per il 10 dicembre a Philadelphia, estrae qualche ricordo dal cassetto della propria memoria. “Ogni anno, da tempo, negli States, rinnoviamo la nostra amicizia tra tutti noi italoamericani convergendo su alcuni appuntamenti filantropici nei giorni immediatamente precedenti il Natale. Quest’anno, in continuità con le iniziative di solidarietà attivate durante l’ultima maratona di New York per i minori svantaggiati d’Abruzzo, difesi dalla Fondazione Anfass di Teramo, ho assicurato quale promotore tre nuove date: il 10, l’11 e il 12 dicembre, in una sorta di ideale abbraccio tra gli italoamericani di Philadelphia, New York e Boston, dove sarà chiusa la tre giorni. La presenza dell’on. Mussolini –prosegue Berardi- da sempre autentica protagonista del dibattito nazionale, sarà certo stimolante per tutta la comunità italiana. E riveste ancor maggior valore, considerando il suo ruolo istituzionale, alla luce della finalità della serata”.
Le vicende delle ultime settimane hanno comportato che tali eventi d’Oltreoceano corrispondessero alla vigilia di un momento molto delicato per la vita del Paese: la questione di fiducia al Governo, la cui seduta è prevista per il 14 dicembre. “E’ doveroso restare coerenti con il voto dello scorso settembre e ribadire fiducia a Silvio Berlusconi, Primo Ministro che ha saputo tenere la rotta nei marosi della crisi mondiale, ma anche riconfermare i saldi legami che ci legano all’America, come dimostrato nel recente vertice della NATO dalle attestazioni di stima espresse all’Italia e al suo leader”.
Dunque Berardi, appuntamento il 10 dicembre a Philadelphia? “Certo. Le comunità italiane saranno liete di accogliere tutti coloro che, nella città dei Padri Fondatori, vorranno condividere un momento conviviale con noi, contribuendo così al futuro dei bambini più sfortunati d’Abruzzo. Poi via alle nuove sfide in programma, dentro e fuori il Parlamento”.

domenica 21 novembre 2010

LEGGE DI STABILITA': I PARLAMENTARI BERARDI E GIORDANO (PdL Estero) RESPINGONO LE CRITICHE DISTRUTTIVE

L'On. Amato Berardi e il Sen. Basilio Giordano (fonte: America Oggi)
In un’agenzia di stampa pubblicata nel primo pomeriggio di venerdì (fonte AISE) veniamo chiamati in causa, sostenendo alcuni apoditticamente e ingiustamente che gli scriventi parlamentari sarebbero “indifferenti” al destino dei nostri connazionali con specifico riferimento alla nostra assenza alla manifestazione CGIE indetta il giorno precedente, 18 novembre, al Vittoriano.
Nel corso della settimana, al contrario, i sottoscritti sono stati impegnati alla Camera sulla Legge di Stabilità, mentre al Senato, proprio giovedì 18, si dibatteva una tematica cruciale quale il terrorismo. Rammentiamo tali fatti a voler tacere della connotazione fortemente politica che ha assunto l’evento promosso da taluni componenti del CGIE.
Viceversa, nel corso di questi due anni e mezzo di legislatura, abbiamo sempre ascoltato e aiutato tutti coloro che hanno inteso difendere e promuovere gli interessi degli italiani nel mondo. Giovedì eravamo in Parlamento per i nostri confratelli.
Alla Camera è stata licenziata una Legge di Stabilità che ha mostrato attenzione –e specifici fondi- nei confronti dei tanti che, dall’estero, avevano segnalato crescenti difficoltà tra le imprese della comunicazione; abbiamo poi assicurato, come esponenti di maggioranza, unitamente al Governo, un supplemento di impegno in tema di informazione edita all’estero; inoltre, nelle ultime ore, è stata assicurata dal Governo la possibilità di stanziare risorse aggiuntive per favorire il rilancio della cultura italiana nel mondo, e anche su questo obiettivo faremo la nostra parte quali parlamentari della maggioranza.
E’ questa l’indifferenza di cui, impropriamente, alcuno ci taccia?
I veri indifferenti alle sorti degli italiani –nella madrepatria e all’estero- sono coloro che, saldamente legati al pregiudizio politico, adottano toni sguaiati e controproducenti con annessa caccia a un San Sebastiano cui addebitare supposte colpe, anziché assumere un contegno davvero costruttivo. Costoro rendono un pessimo servizio ai cittadini-elettori, a donne e uomini, a famiglie e imprese che si aspettano da noi, di destra o di sinistra, uno spirito franco ma sempre collaborativo, nell’interesse di tutti e non di una parte politica.

                                                        On. Amato Berardi
                                                        Sen. Basilio Giordano

venerdì 19 novembre 2010

FIAT, RITORNO IN AMERICA: AMATO BERARDI (PdL): "UN FATTO STORICO. LA CINQUECENTO NUMERO UNO SIA DONATA ALL'AMMINISTRAZIONE OBAMA"

 
Dopo Centro e Sud America, la nuova Fiat Cinquecento sbarca negli Stati Uniti


Si chiamava Fiat Strada ed era l’auto preferita di uno studente dal nome esotico –un certo Barack Obama. Due destini, quelli di Fiat e del futuro presidente USA, felicemente condannati a incrociarsi più di due decenni dopo.
La Fiat lasciò il mercato americano nel 1983. “Non avevo nemmeno 25 anni -rammenta l’on. Amato Berardi (PdL), allora già emigrato dal Molise a Philadelphia- ma ricordo bene il senso di frustrazione di tanti italoamericani che, in quell’abbandono, avvertirono un tuffo al cuore”. Effettivamente rimasero l’Alfa –destinata poi anch’essa a ritirarsi- la Ferrari e la Maserati, un target molto alto perfino in America.
Amato Berardi, unico eletto alla Camera dei Deputati per il PdL nella Circoscrizione Nord e Centro America, è in queste ore impegnato alla Camera nel voto sulla Legge di Stabilità, ma osserva con sincero compiacimento le agenzie relative al ritorno del Gruppo Fiat negli States, con lo sbarco ufficiale della Cinquecento a Los Angeles. “C’è stato qualcosa di fortemente intuitivo e di paradossalmente geniale –afferma Berardi- nella visione di Marchionne, AD del Gruppo Fiat-Chrysler. Anzitutto, è vero, c’è la tendenza generale al downsizing, accentuata dalla crisi. E la Fiat ha scelto con ragione la California quale Stato elettivo per la cerimonia di inaugurazione: questo è lo Stato USA dove la legislazione ambientale è da sempre più rigorosa, un campo in cui Fiat può vantare indiscutibili primati”.
Ma occorre ammettere che ci vuole coraggio per proporre all’America un modello così diverso dallo stereotipo con cui molti, specie dall’Europa, sono abituati a pensare al Nuovo Mondo. Marchionne vorrebbe in tal modo intercettare le nuove sensibilità emerse in questi anni oltreoceano, con gli acquirenti statunitensi che guardano con sempre maggiore attenzione a consumi e dimensioni.
Per Berardi siamo comunque dinanzi a una sfida già vinta. “La sola presenza di Fiat negli USA rappresenta una rilevante affermazione culturale. Con la Cinquecento, poi, è la cronaca di un successo annunciato, di una riscossa che ci riguarda e ci appassiona come italiani all’estero e come italoamericani. E’ il successo di un Paese che, quando recupera le ragioni della propria unità, è capace di slanci intellettuali e industriali senza paragoni”.
Questo sembra davvero il tempo degli italiani nel mondo: potrebbe valere per il ritorno della Fiat negli Usa, così come per le ripetute scoperte di scienziati e ricercatori overseas e, sotto altri profili, per la diffusione della cultura italiana, con la crescita esponenziale, ad esempio, degli studenti della lingua di Dante nelle High School americane.
I tempi della Fiat Strada sono lontani, ma quel giovane studente che un tempo la guidava, oggi, dopo esser stato eletto presidente degli Stati Uniti, ha scelto proprio Fiat quale partner di Chrysler. Che oggi sta rinascendo.
E allora Berardi: di corsa in uno dei 165 nuovi concessionari americani Fiat? “Il mio cuore dice sì. Ma la Cinquecento numero uno sia consegnata all’Amministrazione Obama che ha lavorato perché Fiat, dopo oltre un quarto di secolo, potesse tornare negli USA”.

                                                                    Andrea Liberati
                                                                    Ufficio Stampa On. Amato Berardi

giovedì 18 novembre 2010

LEGGE DI STABILITA' 2011: PER GLI ITALIANI NEL MONDO EMENDAMENTI INVOTABILI, SCARSO REALISMO DALLE FORZE DI OPPOSIZIONE

Giulio Tremonti, Ministro dell'Economia e delle Finanze
Credo che alcuni eletti all’estero, presentando ieri emendamenti che non potevano trovare accoglimento alcuno, abbiano mostrato scarso realismo economico, prima che politico. E ho troppa stima dell’altrui intelligenza per credere che i miei colleghi di opposizione abbiano così inteso strumentalizzare un simile frangente –la discussione della Legge di Stabilità.

Chiedo piuttosto a deputati e senatori eletti all’estero di unirsi a me, al Senatore Giordano e allo stesso Senatore Caselli, per analizzare insieme la situazione complessiva, individuando le possibili aperture –che nella ragionevolezza si trovano sempre- e i luoghi politici di rilevante incidenza per gli italiani all’estero. Questo sarebbe un approccio serio e responsabilizzante per tutti.
Credo che l’onere che la nostra elezione comporta sia anzitutto morale e civile: un onere che è anche un onore tale da impedirci di dar seguito a ordini di scuderia che vorrebbero imporre politiche divisive pure all’estero. Mi rivolgo dunque a quei rappresentanti moderati e responsabili che, come noi, hanno a cuore gli interessi degli italiani nel mondo: si segua l’esempio portato avanti nella Circoscrizione di nostra competenza –Nord e Centro America- dove, da tempo, sosteniamo una linea tesa alla massima valorizzazione delle nostre comunità, senza guardare alle etichette e senza pesare sulle finanze statuali, ma preservando e potenziando giorno dopo giorno, in collaborazione col Ministro degli Esteri, quel tessuto di relazioni –culturali, economiche e sociali- che fanno la ricchezza del nostro Paese. Un modello che potremo migliorare insieme, col contributo di tutti.
                                                                           On. Amato Berardi

martedì 16 novembre 2010

DOPO 40 ANNI, UN SOLDATO ITALOAMERICANO RICEVE LA DECORAZIONE MILITARE U.S.A. PIU' ALTA. BERARDI (PdL):"IL SOLDATO GIUNTA IDEALTIPO DELL'EROE"

(La foto ufficiale del presidente USA, Barack Obama, mentre telefona a Salvatore Giunta, ritratto a destra)

Ci sarà anche la First Lady, Michelle Obama, oggi, in occasione della cerimonia alla Casa Bianca in onore di Salvatore Giunta, militare di chiare origini italiane distintosi per sprezzo del pericolo in Afghanistan, quando tre anni fa, appena ventiduenne, cercò di salvare la vita ad alcuni suoi commilitoni, accerchiati dai talebani. Egli, mettendo in gioco la sua stessa esistenza e nonostante fosse già stato colpito al petto, solo parzialmente protetto dal giubbotto antiproiettile, riuscì nell’audace impresa di guadagnarsi –combattendo- il rilascio dei compagni, mettendo da solo in fuga i ribelli.
Brilla lo sguardo di Amato Berardi, deputato italoamericano del PdL. “Desidero rivolgere anzitutto i miei profondi sentimenti di stima al soldato Giunta. So che le comunità italoamericane un po’ ovunque gli hanno espresso riconoscenza e gratitudine per quanto ha fatto. Negli Stati Uniti, infatti, Salvatore Giunta rappresenta l’idealtipo dell’eroe. Egli porta un nome italiano che è altamente rispettato: basta uno sguardo a Internet, ai vari blog e forum aperti nelle ultime settimane per averne conferma”.
Il giovane soldato, americano di terza generazione, non solo conserva le sue radici in Italia, ma ha anche un legame di tipo professionale: era nella base di Vicenza quando, in settembre, fu lo stesso presidente degli Stati Uniti a chiamarlo al telefono per annunciargli la notizia.
Continua Berardi. “Nessuno dimentichi perché siamo andati in Afghanistan. Salvatore Giunta ha il merito di segnalare, con la sua età, il suo coraggio, la sua umiltà, quanto grave sia la situazione a Kabul, con gravi rischi di espansione nel mondo delle sacche terroristiche. Un pericolo che, con tutta evidenza, stiamo respingendo anche grazie a persone come Giunta e al sacrificio di tanti, donne e uomini, pure italiani, che hanno tragicamente perso la vita in battaglia”.
Oggi vivremo un giorno diverso, a metà tra doveroso ricordo e solennità.
“Sì, avremo l’occasione di assistere a un altro esercizio di democrazia altamente istruttivo. E’ straordinario –conclude Berardi- i rappresentanti di due minoranze etniche –il presidente afroamericano e il soldato italoamericano- si riconosceranno ancora una volta come un solo popolo americano; poi, nella suggestiva cornice della Casa Bianca, Obama appunterà l’onorificenza sul petto di Salvatore Giunta: un nuovo memorabile momento per gli italoamericani che, come ha ricordato lo stesso presidente USA nel messaggio inviato pochi giorni fa alla Niaf, hanno fatto la storia di questo Paese, ne sono parte fondante”.
Salvatore Giunta riceverà alle 14 del pomeriggio odierno direttamente da Barack Obama la Medaglia d’Onore, alta decorazione che, negli ultimi 40 anni, è stata resa soltanto postuma.
Giunta è dunque l’86^ militare americano che, negli ultimi due secoli, ha ottenuto tale riconoscimento non alla memoria.

                                                          Andrea Liberati
                                                          Ufficio Stampa On. Amato Berardi

sabato 13 novembre 2010

EDITORIA ALL’ESTERO, RIMBORSO PER 5 MILIONI DI EURO. AMATO BERARDI (PdL): “E ORA LA STORICA RIFORMA DI SETTORE”

Silvio Berlusconi e Paolo Bonaiuti (Ansa)
Il maxiemendamento alla Legge di Stabilità, approvato ieri in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, va a superare una discrasia prodottasi lo scorso febbraio, quando, per eliminare le sovvenzioni a pioggia all’editoria in una congiuntura ancor più delicata di quella odierna, vennero cancellate numerose provvidenze tra cui anche cinque milioni di euro destinati alla stampa italiana all’estero.
La notizia è che oggi, pur in condizioni economiche complessive certo non semplici, il Governo Berlusconi ripristina quei cinque milioni a rimborso. Ma, soprattutto, si prepara a una storica riforma di settore.
Amato Berardi, deputato PdL, ricorda: “Non è un caso che l’on. Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, anche durante il mese di ottobre si sia speso in numerosi incontri con tutti i rappresentanti del mondo della carta stampata: l’obiettivo è una decisa innovazione della normativa, non più rinviabile”.
Secondo alcune anticipazioni, le nuove regole stabiliranno un principio irrinunciabile: la fine dei contributi a pioggia, ormai trasversalmente considerati una forma di finanziamento  controproducente.
Quanto agli italiani nel mondo –prosegue Berardi, eletto nella Circoscrizione Nord e Centro America- se davvero vogliamo render loro un buon servigio, allora dobbiamo affermare che l’auspicata riforma dell’editoria è necessaria anche per costoro. E i nuovi parametri di accesso ai fondi dovranno necessariamente includere le testate on line unitamente a una valutazione dell’effettiva consistenza delle stesse”.
In queste ore negli States si sta registrando la fusione tra Daily Beast, on line da appena due anni, e lo storico ma esangue Newsweek. “Sì, è un evento che anticipa dinamiche sotto gli occhi di tutti –conclude Berardi- di cui il Sottosegretario Bonaiuti e noi stessi, quali rappresentanti della maggioranza parlamentare, terremo certamente conto nell’analisi della riforma che, con l’attento contributo degli editori, andremo presto a esaminare in Parlamento”.
                                                                       Andrea Liberati
                                                                       Ufficio Stampa on. Amato Berardi

venerdì 12 novembre 2010

CHRYSLER, UTILE OPERATIVO IN CRESCITA: LA RIFLESSIONE DI AMATO BERARDI

(in foto la nuova Jeep Cherokee 2010, Gruppo Fiat-Chrysler)
Trascorso qualche giorno dalle prime notizie e ora che il dato è consolidato, possiamo ritenere il nuovo brillante utile operativo di Chrysler (III^ trimestre 2010) -pur a fronte del permanere di una situazione di non guadagno per via di tasse e ammortamenti- motivo di orgoglio e di riflessione per tutti gli italiani.
Orgoglio, perché il lavoro compiuto dall’AD Marchionne comporta un positivo ritorno di immagine per l’Italia intera, un Paese su cui fu lo stesso presidente Barack Obama a scommettere, individuando in Fiat il partner adatto a Chrysler.
Riflessione, perché Marchionne e il Gruppo Fiat-Chrysler, all’estero -si pensi ai guadagni provenienti dalla divisione sudamericana- sembrano riuscire meglio che in casa propria.
Certo, si tratta di mercati profondamente diversi. In Europa la domanda fatica più che altrove. E in Italia si è dinanzi a un duplice delicato passaggio: il primo è quello di una necessaria maturazione di relazioni industriali in senso europeo da parte di alcune frange del sindacato, finora bloccate su posizioni fortemente conservatrici; il secondo è legato al rinnovamento dei modelli di Fiat in un momento in cui la fusione con Chrysler crea molte aspettative e fiducia, come a Pomigliano, ma genera anche qualche legittimo timore dopo la vicenda di Termini Imerese -dove, però, il dialogo tra Azienda, Ministero ed Enti Locali prosegue.
Marchionne, partendo da Chieti, è riuscito a risollevare le fortune di un marchio -la Fiat- il cui destino pareva segnato. Ora, in America, egli potrà fare persino meglio di un altro italoamericano come Lee Iacocca, che salvò Chrysler nei primi anni ’80. Buoni auspici per l’Italia.

                                                                 On. Amato Berardi